Maggio 2008 Archives
Ebbene, abbiamo un nuovo ministro per i beni e le attività culturali.
Bondi sembra un signore conciliante dalle interviste che ha rilasciato ai quotidiani immediatamente dopo la nomina. Personalmente la chiamata di grandissimi intellettuali o di esponenti del mondo dello spettacolo, non riesco a leggerlo come una garanzia.
Per esperienza personale so che non basta essere ottimi artisti, grandi pittori, letterati insigni per essere anche accettabili amministratori. E il Ministero per i beni e le attività culturali non è la Scuola d'Atene ma un ministero con un paio di decine di migliaia di addetti.
Ma i giochi sullo spettacolo, sul cinema e sui beni culturali si faranno sul terreno delle scelte politiche rispetto all'organizzazione e all'autonomia, al ruolo pubblico, all'attenzione che si darà al pluralismo dell'offerta, allo stimolo e al sostegno della domanda e alla crescita culturale dei cittadini. E naturalmente ai finanziamenti per il settore. Fermo restando, continuo ad essere convinta, che decuplicare i finanziamenti non risolverebbe i problemi della cultura: tutto al più risolverebbe solo i bisogni dei produttori di cultura. Il che non esaurisce e neanche soddisfa le finalità pubbliche di finanziamento alla cultura.
Se non si riflette (e si agisce, ed esattamente con questa successione) sulla necessità di far crescere le competenze culturali dei cittadini, ho l'impressione che il semplice aumento dei finanziamenti non scioglierà il nodo delle politiche culturali in questo paese.
Ma abbiamo anche un Ministro ombra dei beni culturali. Si chiama Vincenzo Cerami. In campagna elettorale, nel ruolo di responsabile cultura del PD, non ha detto molto. Dopo la nomina a Ministro ombra non ha esternato.
Probabilmente ha un piano segreto che preferisce non rivelare...
