Torno ora dal Forum Cultura dell'Emilia Romagna. La neve ha creato qualche piccolo problema di coordinamento. Io sono tornata mortalmente depressa.
Sia chiaro, non a causa del convegno (era tutto perfetto) ma per le riflessioni che le diverse relazioni mi hanno suscitato.
Io credo che sia evidente ormai che la diffusione della cultura tra gli italiani non è una priorità per il PD. Direi che non è neanche un tema di interesse per la dirigenza del Partito Democratico.
La discussione interna su questi temi è del tutto assente e mentre si annuncia grazie ai tagli al MiBAC, la prossima chiusura del Ministero e la dismissione del sistema dei beni culturali e dello spettacolo italiano, il centro sinistra mostra una assoluta indifferenza.
I giornali mostrano esattamente lo stesso disinteresse.
Certo, l'occasione della nomina di un supermanager per i musei completamente ignaro del sistema museale italiano e proveniente dal settore della ristorazione suscita un paio di vaghi e apparentemente critici comunicati; i quotidiani pubblicano un paio di articoli scritti da un paio di intellettuali o giornalisti indignati e poi più nulla. Zero. Fine. Stop.
Il governo però, non si è mica fermato. Come non ha interrotto il processo di snaturamento della cultura.
D'altra parte c'è anche da capire l'atteggiamento del centro sinistra e del PD. Il programma elettorale sulla cultura era imbarazzante per mancanza di contenuti e di principi. Non c'è stata alcuna riflessione su questo tema che, evidentemente, il PD ha ritenuto minoritario e ininfluente rispetto ai modelli di sviluppo di questo paese ed all'orizzonte sociale che si vorrebbe per l'Italia.
Il lavoro iniziato faticosamente nella scorsa legislatura, talvolta portato avanti malgrado alcuni esponenti del PD che hanno preferito non cambiare nulla in un delirio masochista e autodistruttivo, viene ora smontato allegramente da un governo che ha, al contrario dell'opposizione, un'idea molto chiara, non condivisibile ma molto chiara, di come trasformare il comatoso sistema culturale italiano.
Perché il sistema è comatoso. Basta fare un giro per Roma, entrare in un museo, leggere i dati sui consumi culturali per accorgersene.
Ma non è detto che il PD voglia accorgersene.

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