<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0">
    <channel>
        <title>Rita Borioni</title>
        <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/</link>
        <description></description>
        <language>it</language>
        <copyright>Copyright 2010</copyright>
        <lastBuildDate>Mon, 16 Nov 2009 09:50:35 +0100</lastBuildDate>
        <generator>http://www.sixapart.com/movabletype/</generator>
        <docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs>
        
        <item>
            <title>il Poeta è un fingitore</title>
            <description><![CDATA[Ci scuserà Pessoa per l'uso improprio (ed ironico) del titolo, ma sembrava adatto.<br />Ho evitato per l'intero finesettimana di leggere <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3832">la lettera di Bondi a Il Foglio</a> a proposito della Giornata dello Spettacolo presso il Quiranale dello scorso 12 novembre. Ma poi ci sono cascata...<br />I contenuti della lettera del Ministro sono quelli che sono: attori, registi, teatranti sono servi, accattoni, schiavi e, sopprattutto, irridenti verso di lui che, incompreso, tenta di liberarli dal loro stato di schiavi attraverso la previsione di leggi che "<i>non contempleranno più la posa prona, il servaggio, l'accattonaggio dell'artista al politico</i>". Quasi si pente, poi, di aver reintegrato il Fus (e quindi di non aver seguito il consiglio di Brunetta di chiudere i rubinetti) visto che attori e registi non sono mossi dal fuoco dell'arte ma da un "pregiudizio politico ostinato". <br /><br />Bene, questi i fatti. <br />Una notazione per iniziare. Non so bene cosa abbiano fatto Giovanna Mezzogiorno e Massimo Ranieri per apparire irridenti nei confronti di Bondi e servili verso il Presidente della Repubblica. A pensar male si potrebbe dire che forse il Ministro abbia sofferto di non essere lui stesso fatto segno di sufficienti dimostrazioni di rispetto e di adeguate genuflessioni. Ma questo a pensar male. <br />D'altro canto, se dimostrazioni di rispetto sono comportamento congruo nei confronti di un ospite, lo sono a maggior ragione nei confronti del Presidente della Repubblica. Ma anche queste sono questioni di lana caprina. <br /><br />Il tema vero, quello che motiva il titolo di questo post, sono le affermazioni circa le previsioni di leggi che libereranno gli schiavi dal loro stato di servaggio. Bondi/Spartacus, tuttavia, non ci spiega quali siano le risolutive proposte di legge che ha presentato fino ad oggi in Parlamento o in Consiglio dei Ministri.. <br />A quanto risulta, l'unica proopsta di legge che affronta le questioni dello spettacolo attualmente all'esame del Parlamento è la proposta di legge quadro sullo spettacolo dal vivo: AC 136 Carlucci e abbinate (C.
               <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=0459">459</a> Ciocchetti, C.
               <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=0769">769</a> Carlucci, C.
               <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=1156">1156</a> Ceccacci Rubino, C.
               <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=1183">1183</a> De Biasi, C.
               <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=1480">1480</a> Zamparutti, C.
               <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=1564">1564</a> Giammanco, C.
               <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=1610">1610</a> Zazzera, C.
               <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=1849">1849</a> Rampelli, C.
               <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=1935">1935</a> Caparini e C.
               <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=2280">2280</a> Goisis). <br /><br />Se poi l'Abramo Lincoln di piazza del Collegio Romano si riferisce al Tax Credit va ricordato - ancora una volta - che quel provvedimento fu voluto dal Ministro Rutelli, successivamente soppresso dal Governo Berlusconi e infine reintegrato dopo le proteste degli schiavi in questione. Ma di estensione del Tax Credit e Tax Shelter alle attività dello spettacolo dal vivo ancora non se ne vede traccia. <br />Proposte di legge quadro sul cinema non mi pare siano state presentate dal Minstro e il settore continua a vivacchiare secondo meccanismi che, nella sostanza, risalgono ad una settantina di anni fa.<br /><br />Fino ad oggi l'attività di questo governo si è sostanziata in un'altalena di tagli e concessioni di parziali reintegri di fondi. E, lo sa bene il Ministro, sono le regole certe che liberano i cittadini (teatranti o meno) dalla schiavitù e dalla dipendenza dalla politica, e non le concessioni o i favori. <br />Perché le parole del Mininstro rivelano una grave contraddizione, quasi un lapsus, laddove si scaglia contro "l'accattonaggio dell'artista al politico" e poi scrive che forse sarebbe dovuto pentire di aver reintegrato il FUS.<br />Perché se da un lato l'ammontare del Fus non dovrebbe dipendere dall'umore del Ministro o dalla sua irritazione nei confronti di attori o saltimbanchi (chè questo è il modo di creare soggezione), d'altra parte i finanziamenti allo spettacolo non sono semplicemente una dazione ad alcune categorie, ma un modo di sostenere un'attività di cui fruiscono, prima di tutti i cittadini. E questo non può essere il prodotto della buona volontà o della buona disposizione del ministro o del governo. <br /><br />Infine una riflessione sul metodo. Le leggi, le regole, le cornici all'interno delle quali gli addetti si muovono, non sono prodotte dalle categorie stesse, ma sono definite dalla politica e dai governi. Se questo governo, e gli altri prima di esso, non sono stati in grado di dar vita ad un sistema capace di selezionare i soggetti destinatari dei contributi, la colpa, mi spiace dirlo, non è degli addetti, ma della politica e dei governi. Poi, non c'è dubbio, che il mondo dello spettacolo ci ha messo del suo. <br />Ma il Ministro non è una vergine guerriera che combatte contro le ingiustizie. <br />Perché o si è parte della soluzione o si è parte del problema. <br />E Bondi non sembra essere parte della soluzione. &nbsp; <br /> ]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/11/il-poeta-e-un-fingitore.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/11/il-poeta-e-un-fingitore.html</guid>
            
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">Bondi</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">fus</category>
            
                <category domain="http://www.sixapart.com/ns/types#tag">spettacolo</category>
            
            <pubDate>Mon, 16 Nov 2009 09:50:35 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Contro i Bronzi di Riace</title>
            <description><![CDATA[Memore di una lezione collettiva con due colleghi tenuta la scorsa primavera all'Università della Calabria, ho seguito con attenzione il recente dibattito sulla stampa a proposito dell'eventuale traasferimento dei Bronzi di Riace per provvedere ad alcuni restauri.<br />La stampa regionale, gli amministratori di Reggio Calabria, la politica locale, la popolazione si è fieramente opposta all'eventualità ottenendo, alla fine, che i Bronzi rimangano in sito e che gli eventuali restauri si effettuino in loco. <br />Bene, male? Non lo so. Non saprei dire se fosse più opportuno trasferirli per qualche mese a Firenze o a Roma o se invece sia possibile intervenire con la medesima efficacia anche a Reggio.<br /><br />La questione è diversa e concerne la vera e propria isteria collettiva che si produce in Calabria ogni volta che si parla dei Bronzi di Riace. <br />Opere di grande (grandissimo) interesse archeologico e storico artistico, sono diventati un'allegoria, un simbolo per tutti i calabresi. E come spesso accade per i simboli, il loro significato vero, si è andato a perdere dietro a sensi e logiche che pochissimo hanno a che fare con i Bronzi intesi come testimonianza della cultura antica. <br />Allora. Il museo archeologico di Reggio Calabria ha avuto nel 2008 poco più di 130 mila visitatori. Pochi, pochissimi: una quantità ridicola specie se confrontata alla esibita attenzione di amministratori, politici, popolazione e studenti. Specie se pensiamo che la Calabria conta circa 2 milioni di abitanti e che quindi, poco più del 5 per cento di quei tifosi hanno deciso di perdere mezz'ora per andare a vedere i due monumentali bronzi. Per tacere del fatto che Reggio Calabria di abitanti ne conta poco meno di 800 mila e che, quindi, neanche un reggino su 6 ha trovato il tempo per andare a far visita ai due ospiti di Riace.<br /><br />Malgrado tutto questo, in Calabria non si parla altro che dei Bronzi. Magari ci si dimentica della straordinaria teoria di siti archeologici (Sibari, Monasterace, Vibo, Capo Colonna, Scolacium, Punta Alice ecc.) delle decine di castelli normanni, aragonesi e svevi che resistono (a fatica) all'assalto della speculazione edilizia, delle basiliche e delle cattedrali, dei musei che punteggiano la regione, ma i Bronzi sono sulla bocca di tutti. Non li si conoscono tanto quanto non si conosce il resto della regione, ma se ne chiacchiera tanto. <br /><br />I Bronzi sono un elemento drammaticamente perturbante nella gestione (o almeno tentativo di gestione) del patrimonio culturale calabrese. Sono l'alibi, il tema che distrae da tutto il resto.<br />Ai due poveri Bronzi sono state attribuite abilità salvifiche per l'economia, il turismo e la cultura della regione. Si è fatto credere (e si è voluto credere) che la loro semplice presenza potesse vivificare l'intero sistema. A prescindere da un sistema turistico precario, dalla carenza di investimenti, dalla devastazione delle coste, dalla speculazione edilizia, dalla mancanza di un bacino di utenza locale. A prescindere da tutto si è posta sulle spalle (che sono pure ben solide) dei due bronzi la responsabilità del (ri)lancio turistico della Calabria.<br />Ci sarebbero tante considerazioni da fare sul fatto che i due Bronzi non appartengono ai soli calabresi, ma all'intera umanità, che non sono patrimonio calabrese ma nazionale. O sul fatto che neanche i due ragazzi di Riace sono eloquenti e autoevidenti. E' necessario conoscere la loro storia (quella che si conosce ed è stata studiata almeno), il contesto culturale da cui provengono, la tecnica di esecuzione e così via. Altrimenti si corre il rischio del feticismo, che essi diventino idoli apotropaici e non testimonanze. <br /><br />Il Ministro Bondi ha stabilito che non siano portati altrove per essere restaurati. E tutti sono contenti. I due Bronzi, impropria sineddoche del patrimonio culturale della Calabria, sono salvi nel loro museo (tristi e solitari). La Calabria ha vinto. Il patrimonio culturale calabrese, no. <br /> ]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/11/contro-i-bronzi-di-riace.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/11/contro-i-bronzi-di-riace.html</guid>
            
            
            <pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:39:24 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Ricominciamo dai manager</title>
            <description><![CDATA[Mi rifaccio ad alcune recenti dichiarazioni del Direttore Generale del MiBAC sullo stato dei siti culturali italiani. Resca (il DG in questione) ci dice che per migliorare lo stato di musei e siti italiani è necessario "<font class="notizie_testo">snellire la burocrazia e supportare gli investimenti privati".<br /><br />La reazione che qualunque persona di buon senso dovrebbe avere è domandare:&nbsp; e quindi?<br /><br />Eh si. Perché dire che si deve snellire la burocrazia e supportare gli investimenti dei privati, è come dire che è necessario migliorare efficienza e efficacia dell'azione pubblica. E' ovvio. <br />Un po' come le concorrenti a Miss Italia che dichiaravano che il loro sogno era la pace nel mondo e la concordia universale. <br />Proporre "obiettivi" vaghi e, diciamocelo, un bel po' scontati, trascurando di spiegare quale dovrebbe essere il metodo per ottenerli, è un po' troppo facile. Mi verrebbe da dire che ne sono capace anche io... e da un direttore generale ci aspettiamo qualcosa di più.<br /><br />Perché resta da stabilire, e scusate se è poco, cosa si debba intendere per efficacia ed efficienza nel settore della cultura. <br />Significa aumentare in maniera indefinita il numero dei visitatori dei musei senza badare al risultato della visita?<br />Significa sfruttare il più intensamente possibile i siti più noti ed attraenti trascurando quelli meno carismatici esattamente come si farebbe nel caso della produzione di beni di consumo?<br />Cosa significa efficacia in questo settore? A cosa deve mirare l'efficienza della PA? <br />Alla crescita delle competenze culturali dei cittadini o al perseguimento del pareggio di bilancio? <br />Insistere sul fatto che si deve comunicare "di più e meglio" come afferma Resca, è senza senso se non si stabilisce cosa si deve comunicare. <br /><br />Queste, come altre dichiarazioni, sembrano una conferma della dilagante retorica di un management troppo spesso quasi completamente ignaro dei principi sottesi all'impegno pubblico nel settore della cultura oltre che della natura dei beni che dovrebbe gestire.<br /><br /><br /></font> ]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/11/ricominciamo-dai-manager.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/11/ricominciamo-dai-manager.html</guid>
            
            
            <pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:18:23 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>A volte ritornano...</title>
            <description><![CDATA[L'idea era quella di mettere da parte il blog per un po' di tempo, mentre lavoravo alla trasmissione su REDTV. <br />Invece, se fossi stata più furba lo avrei capito prima, la quantità di sollecitazioni in questo periodo è molto crescituta e con essa anche i temi sui quali riflettere. <br /><br />Questo senza considerare che i 30 minuti di Stendhal non riescono mai ad esaurire i temi che affronto. ed il blog può essere un modo per inserire informazioni aggiuntive.<br /><br /><br /><br /><br />]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/11/a-volte-ritornano.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/11/a-volte-ritornano.html</guid>
            
            
            <pubDate>Sun, 08 Nov 2009 10:46:20 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Stendhal</title>
            <description><![CDATA[Domani, 29 aprile, alle 17 e 30 (circa) andrà in onda su RED TV la prima puntata di Stendhal, il programma di cui sono autrice e conduttrice, sulle politiche culturali.<div><br /></div><div>Si può vedere al canale 890 di SKY o sul sito www.redtv.it</div><div><br /></div><div>E speriamo sia venuto bene.&nbsp;</div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/04/stendhal.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/04/stendhal.html</guid>
            
            
            <pubDate>Tue, 28 Apr 2009 22:20:06 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>A proposito di valorizzazione...</title>
            <description><![CDATA[Ho trovato questa notiziola che fa riflettere.<div>E' riportata su l'Unione Sarda e sul sito del <a href="http://www.comune.santantioco.ca.it/cms/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=327:santantioco-dirottati-a-la-maddalena-i-fondi-di-maratonarte&amp;catid=169:rassegna-stampa&amp;Itemid=404">Comune di Sant'Antioco</a>, piccolo comune della provincia di Iglesias Carbonia.</div><div>In occassione della manifestazione Maratonarte del luglio 2007, era stata identificata, tra le altre iniziative, l'antica <a href="http://www.maratonarte.it/index.php?inc=setteSiti&amp;sub=2&amp;sito=La%20citt%E0%20fenicia%20di%20Sulky%20di%20Sant%92Antioco">necropoli punica di Sulky</a> come destinartaria di un finanziamento di circa 420 mila euro per la sistemazione e la valorizzazione di alcuni sepolcri risalenti ad un periodo compreso tra il V e il III secolo a.c..&nbsp;</div><div>Maratonarte, come ci racconta il sito, è un'iniziativa promossa dall'ononima Onlus e dal Ministero per i beni e le attività culturali e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.</div><div>E proprio la Presidenza del Consiglio dei MInistri sembra abbia deciso di dirottare quei 424 mila euro, originariamente destinati alla Soprintendenza Archeologica di Cagliari, al finanziamento delle infrastrutture da realizzare al nord della Sardegna in occasione del G8 della Maddalena.</div><div>La decisione della Presidenza del Consiglio è tanto più odiosa se si considera che Maratonarte aveva raccolto il denaro attraverso le donazioni volontarie dei cittadini.</div><div><br /></div><div>Tra l'altro, il sindaco di Sant'Antioco, che aveva proposto di esporre i "<a href="http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/109183">leoni di Sulky</a>" al G8, si è visto rigettare la sua proposta. Probabilmente il posto era già occupato dai recalcitranti bronzi di Riace.&nbsp;</div><div><br /></div><div>Insomma. Non credo sia necessario fare particolari considerazioni. Se non che se queste sono le politiche per la valorizzazione di questo governo, sarà meglio sperare che si interrompano al più presto.</div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/04/a-proposito-di-valorizzazione.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/04/a-proposito-di-valorizzazione.html</guid>
            
            
            <pubDate>Thu, 09 Apr 2009 09:32:48 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>ancora beni culturali</title>
            <description><![CDATA[Leggo l'articolo di <a href="http://www.libero-news.it/articles/view/525262">Sandro Fontana su Libero</a>.&nbsp;<div>Quello che si dice un articolo virulento. Virulento nell'attacco diretto nei confronti della sinistra, di Salvatore Settis e nella difesa del ministro Bondi. Virulento nella difesa di una valorizzazione che quasi quasi sembra addirittura il finanziatore della tutela.&nbsp;</div><div>Ma vediamo un po' di cosa si tratta. Il Fontana parte dalla questione delle dimissioni di Salvatore Settis dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali accusato di essere un esponente della "cultura militante" e di non essere ricorso alle vie gerarchiche per presentare le sue doglianze rispetto alle politiche condotte fino a oggi dal Ministro. Per queste ragioni è stato giusto che il Ministro, che lo aveva graziosamente tenuto malgrado (si direbbe) fosse stato nominato da Rutelli, ha ben agito dimissionandolo e sostituendolo con Carandini.&nbsp;</div><div>Aggiunge poi che i tagli al ministero sono giusti in quanto imposti dalla crisi e che bisogna farla finita con la mentalità vincolistica e avanzare verso la vera priorità rappresentata dalla valorizzazione.&nbsp;</div><div>Allora. Intanto di militanti della cultura magari ce ne fossero. Sono purtroppo trascorsi i tempi in cui personaggi come Giulio Carlo Argan, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Corrado Alvaro, Giuseppe Cederna, Lionello Venturi, Cesare Brandi, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Prezzolini e tanti altri che adesso non mi vengono in mente, univano all'attività di intellettuali l'impegno nella società.&nbsp;</div><div>Andrebbe poi ricordato che Salvatore Settis fu chiamato da Urbani e da Buttiglione e che la nomina a capo del Consiglio Superiore fu solo il prosieguo di una collaborazione con i vertici politici (di centro destra) del MiBAC. Viene da domandarsi se la militanza di Settis si sia materializzata solo negli ultimi 11 mesi o se fosse presente anche prima. Fermo restando che, a ben guardare, la vena critica di Settis non ha mai mostrato particolari preferenze dal punto di vista politico. Se poi si ritiene che il vertice del Consiglio Superiore debba essere acritico, tanto vale abolirlo.&nbsp;</div><div>Non posso, poi, concordare con l'autore dell'articolo quando afferma che in mancanza di valorizzazione verrebbero meno le risorse da destinare alla tutela. Innanzi tutto perché non è necessariamente detto che la valorizzazione produca introiti diretti: non si può pensare, cioé di valorizzare solo i beni cosiddetti carismatici che attirano le masse di visitatori. Il tessuto italiano è fatto di un brulichio di beni meno attraenti o di più complesso approccio da parte dei fruitori che non è pensabile abbandonare a loro stessi. A questo si aggiunga che se solo calcolassimo quanta parte del PIL è prodotto dal patrimonio culturale ci accorgeremmo che il patrimonio culturale potrebbe vantare un credito immenso. Peraltro io credo che vi sia poca chiarezza, ancora una volta, su cosa l'ordinamento italiano intenda per valorizzazione del patrimonio culturale che consiste, secondo il Codice dei Beni Culturali: <span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio cultiurale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso.</span> Ecco si parla di assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica e non le condizioni piu vantaggiose economicamente per i proprietari dei beni. Valorizzare bene potrebbe costare più di quanto fa guadagnare mandando a gambe all'aria il teorema di&nbsp;Fontana.</div><div>Infine, come dice&nbsp;Fontana, la tutela è un dovere costituzionale (esattamente come la libertà religiosa, il ripudio della guerra, l'indivisibilità della Repubblica) e quindi, aggiungo io, non è negoziabile. Non può dipendere da elmenti esterni. A nessuno verrebbe in mente di dire: poiché c'è la crisi, deroghiamo all'articolo 11 della Costituzione e invadiamo la Svizzera. Allo stesso modo non si può affermare che visto che c'è la crisi si deroga al dovere della Repubblica di tutelare il patrimonio storio artistico della nazione.</div><div><br /></div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/03/ancora-beni-culturali.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/03/ancora-beni-culturali.html</guid>
            
            
            <pubDate>Tue, 03 Mar 2009 16:35:09 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>brevemente</title>
            <description><![CDATA[Dell'articolo di Baricco hanno parlato un po' tutti.<div>Io un principio lo condivido: i soldi pubblici per la cultura si spendono malissimo e il sistema basato sui finanziamenti diretti dovrebbe essere limitato alle tipologie di produzioni più deboli.&nbsp;</div><div>Ma questo vale solo se si dà vita ad un solido sistema di defiscalizzazione e detassazione degli investimenti e della sponsorizazione privata e si forniscono strumenti che facilitino l'attività di produzione (accesso al credito, miglioramento dei servizi forniti dalla PA, stimolo al consumo ecc.). Il che, però, non si traduce necessariamente nella riduzione della spesa da parte del settore pubblico ma potrebbe, piuttosto, moltiplicare l'offerta, migliorarla qualitativamente, creare una vera imprenditoria culturale.&nbsp;</div><div>Ma, come ho spesso ripetuto, la crescita dell'offerta non comporta una proporzionale crescita della domanda.&nbsp;</div><div>Le ragioni della esiguità dei consumi culturali in Italia sono tanti (uno fra tutti è da ricercare nel fatto che l'industria culturale nasce in un epoca in cui il pubblico di massa della cultura non esisteva) e consiglio di leggere il libro di David Forgacs sulla Industrializzazione della cultura in Italia 1880 - 2000.&nbsp;</div><div>Concordo con Baricco quando dice che le televisioni commerciali non hanno fatto altro che occupare spazi disabitati insinuandosi in una frattura che esisteva già da tempo. Le TV commerciali non hanno trasformato un popolo di santi, poeti e intellettuali in una mandria di guardoni, disimpegnati e ignoranti. Ma certamente ha proposto pervasivamente modelli lontani da ogni idea di crescita culturale, capacitazione e competenza nelle scelte.&nbsp;</div><div>Qui si apre una contraddizione.&nbsp;</div><div>Per quale ragione la televisione dovrebbe essere ulteriormente finanziata per fare qualcosa che oggi non fa pur essendo finanziata per farlo?</div><div>Mi spiego. La televisione pubblica richiede agli spettatori un canone in ragione del suo essere televisione di servizio. Malgrado ciò non si comporta da servizio pubblico: pochissimo teatro, pochissima musica, niente danza, niente programmi culturali, pochissima informazione (nessun programma di approfondimento sulla politica internazionale), pochissimo cinema di qualità in prima serata, pochissima diffusione dei temi legati al pensiero filosofico, alla storia, all'arte, alle mostre. E potrei andare avanti così.&nbsp;</div><div>Cosa ha impedito fino ad oggi a mamma Rai di fare tutto ciò? e per quale ragione lo spostamento di denaro dalla produzione teatrale alla televisione pubblica dovrebbe indurla a farlo? Non è già nella sua missione?&nbsp;</div><div>La scuola, a sua volta potrebbe fare molto più di ciò che fa. La crescita della cultura del dilettantismo tra gli studenti sarebbe un ottimo mezzo per creare capacità di lettura e comprensione dei linguaggi della musica, del teatro e così via. Vorrei però fare un appunto a Baricco: quando dice che abbiamo studenti che ne sanno più di Verdi che di chimica, sbaglia. L'Italia è uno dei paesi in cui la cultura scientifica è più negletta (e diciamo grazie a Benedetto Croce). Quasi tutti sanno cosa è la Divina Commedia. Pochissimi saprebbero spiegare un banale problema matematico.&nbsp;</div><div><br /></div><div>Infine (che è ora di cena). Innanzi tutto l'editoria gode anche essa di provvidenze pubbliche (più o meno dirette) e lo stesso dicasi dell'industria discografica. E non concordo quando si dice che fanno cultura. Sono più semplicemente i vettori/diffusori dei prodotti culturali. Pubblicano quello che vogliono e quello che va. Sono imprenditori. Non necessariamente operatori culturali. E i librai sono commercianti di libri, come gli antiquari sono commercianti di antichità. E chi entra in libreria compra quello che trova e non quello che vorrebbe trovare.&nbsp;</div><div>Il che, mi si permetta, non è cosa da poco.</div><div><br /></div><div>Lo so, sono stata confusa e poco conseguente. Forse farò di meglio in seguito.</div><div><br /></div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/02/brevemente.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/02/brevemente.html</guid>
            
            
            <pubDate>Fri, 27 Feb 2009 20:06:32 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>questa mattina</title>
            <description><![CDATA[questa mattina andrò alla conferenza stampa delle associazioni di tutela contrarie al commissariamento dell'area archeologica romana. <div>alle 11 alla sala della stampa estera in via dell'umiltà.</div><div><br /></div><div>poi, casomai, vi racconto.</div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/02/questa-mattina.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/02/questa-mattina.html</guid>
            
            
            <pubDate>Fri, 20 Feb 2009 09:08:22 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Piccole incongruenze. </title>
            <description><![CDATA[<div><img alt="libri.jpeg" src="http://ritaborioni.italianieuropei.it/libri.jpeg" width="119" height="126" class="mt-image-none" style="" />La Biblioteca Nazionale di Roma è, tutto sommato, un gran bel posto. </div><div>Per quanto mi riguarda, l'idea di un luogo nel quale basta una richiesta per poter consultare un qualsiasi libro, è assolutamente esaltante. Periodici, libri antichi, libri moderni, cataloghi di mostre, atti di convegni. Un vero paese del bengodi. </div><div>Basta entrare, attraversare l'atrio, fare la tesserina (che viene consegnata in un paio di minuti) e poi perdersi tra i cataloghi cartacei o, ancor meglio, on line. </div><div>Tra l'altro oggi è possibile controllare dove un tale libro o un tale periodico è conservato grazie ai servizi del polo SBN accessibili a tutti attraverso un semplice computer e un collegamento alla rete.</div><div>Insomma, è un servizio davvero straordinario per chi studia o anche per chi è solo curioso. </div><div><br /></div><div>Dal 7 gennaio, però, a causa della mancanza di personale, la distribuzione di libri termina alle in un orario compreso tra le 12 e 30 e le 14 (a seconda del tipo di materiale richiesto).</div><div>Dopo di allora, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato...</div><div>Il problema è stato causato dalla fine del progetto che impegnava i volontari del servizio civile che, fino a poche settimane fa, hanno assicurato l'erogazione di diversi servizi presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. </div><div>Di assumere personale non se ne parla, è evidente. </div><div>Nelle medesime condizioni si trova la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. </div><div><br /></div><div>Tutto questo accade mentre a Roma si apre il ciclo di incontri "I giovedì di Santa Marta" in cui i soliti noti presenteranno le loro recenti produzioni letterarie e il Ministro, in un comunicato stampa dello scorso 4 febbraio in cui presenta con orgoglio l'iniziativa, "<span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">ci</span><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"> conferma ancora una volta la sua attenzione per il libro e la lettura</span>".</div><div><br /></div><div>Evidentemente abbiamo un'idea diversa di cosa significhi prestare attenzione ai libri e alla lettura. </div><div><br /></div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/02/piccole-incongruenze.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/02/piccole-incongruenze.html</guid>
            
            
            <pubDate>Fri, 06 Feb 2009 09:02:31 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Trote a Milano</title>
            <description><![CDATA[<div><span class="mt-enclosure mt-enclosure-image" style="display: inline;"><img alt="trota.jpeg" src="http://ritaborioni.italianieuropei.it/trota.jpeg" width="108" height="135" class="mt-image-left" style="float: left; margin: 0 20px 20px 0;" /></span><div>Leggo con viva soddisfazione che il Renzo Bossi è stato designato nel comitato di presidenza dell'Osservatorio sulla trasparenza e l'efficacia del sistema fieristico lombardo. </div></div><div><br /></div><div>La nomina del Renzo fa rima con trasparenza.</div><div>La carriera del Renzo è in armonia con l'efficacia. </div><div><br /></div><div>I milanesi sono in buone mani. </div><div>La competenza e il merito sono garantiti. </div><div><br /></div><div>PS. Ringrazio Lucia Munalli per la segnalazione mattutina.</div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/02/trote-a-milano.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/02/trote-a-milano.html</guid>
            
            
            <pubDate>Thu, 05 Feb 2009 09:38:26 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>L&apos;era dei Commissari.</title>
            <description><![CDATA[La notizia è di qualche giorno fa.&nbsp;<div>Il Ministro Bondi ha annunciato la nomina di un Commissario per le aree archeologiche di Roma e di Ostia Antica e l'apertura di un tavolo tecnico, composto da esponenti del MiBAC e del Comune di Roma, "<span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">affinché le competenze statali e comunali sull'area archeologica siano comunemente indirizzate alla tutela, valorizzazione e promozione di tutto il sito attraverso la lotta al degrado, la messa in sicurezza dei monumenti e una strategia di comunicazione per rendere i luoghi accessibili e riconoscibili ai visitatori</span>".</div><div>Il Commissario straordinario, a sua volta, dovrà mettere mano alle problematiche dell'intera area archeologica di Roma e di Ostia Antica.</div><div>A commento di queste decisioni sono usciti alcuni articoli (uno dei migliori è certamente quello di Vittorio Emiliani su l'Unità del 1 febbraio scorso).&nbsp;</div><div>Non ripeterò quanto è stato già <a href="http://eddyburg.it/article/articleview/12244/0/325/">scritto</a>&nbsp;a questo proposito.</div><div>Ma una riflessione è doverosa. Si commissaria quando si stabilisce che i normali strumenti di governo sono insufficienti o inadatti a raggiungere l'obiettivo (o missione).&nbsp;</div><div>Nel caso specifico il commissario in pectore sembra essere il Sottosegretario Bertolaso che sarà affiancato dall'Assessore capitolino alla Pianificazione del Territorio Marco Corsini: quindi l'assessore all'urbanistica le cui funzioni, fino ad ora sottoposte al controllo e alla vigilanza anche dei soprintendenti archeologici, ora saranno sottoposte al controllo e alla vigilanza di lui stesso: tanto per semplificare le procedure e abbreviare i tempi.</div><div>Non ho mai fatto la difesa strenua e cieca dell'apparato tecnico scientifico del MiBAC tra il quale, come sempre accade, si riconoscono diseguali livelli di qualità e di competenza professionale. Non sempre l'operato delle soprintendenze è stato encomiabile, ma spesso è stato letteralmente provvidenziale per la conservazione del patrimonio. In quell'apparato emergono, comunque, eccellenze assolute.&nbsp;</div><div>Tuttavia si è commissariato e si sono scelte figure di commissari del tutto esterne al settore dell'archeologia (le cui competenze non si formano sulla semplice base del buon senso). E' difficile non intravedere in quell'atto del Ministro una espressione di sfiducia nei confronti dell'apparato tecnico scientifico del MiBAC.&nbsp;</div><div>Il Ministro, la politica in genere, sembrano sentirsi, però, del tutto estranei ed incolpevoli rispetto alle carenze ed ai problemi di cui soffre il settore.&nbsp;</div><div>Ma chi conosce appena le problematiche che percorrono il mondo del patrimonio culturale, sa bene che la carenza di fondi, la farraginosità dei procedimenti, la scarsa autonomia delle soprintendenze e degli istituti museali, la mancanza di strumentazione adeguata, gli organici incompleti hanno un ruolo primario rispetto ai problemi dei beni culturali.&nbsp;</div><div>E la politica ha responsabilità enormi rispetto a certe derive.&nbsp;</div><div>Ora si danno al Commissario straordinario poteri speciali di protezione civile che potranno anche derogare alla normativa ordinaria, con poteri straordiari che permettono di superare con un sol passo quelle farraginosità che i funzionari dello Stato (ma anche quelli del Comune) devono scalare ogni giorno.</div><div><br /></div><div>Basta trovare un colpevole fuori da se. E il problema è risolto.&nbsp;</div><div>E' così che nascono i serial killer.</div><div><br /></div><div>&nbsp;</div><div><br /></div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/02/problemi-di-rimozione.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/02/problemi-di-rimozione.html</guid>
            
            
            <pubDate>Mon, 02 Feb 2009 11:08:13 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Non vorrei sembrasse un&apos;ossessione...</title>
            <description><![CDATA[...ma trovo corretto seguire la vicenda del federalismo culturale fino in fondo. <div>Allo stato attuale l'emendamento è stato approvato dalla Commissione in una nuova versione ed è all'esame dell'aula. </div><div>Di seguito la versione coordinata dell'articolo (garantisco il coordinamento esclusivamente per le parti relative ai beni culturali) che ci interessa e di seguito l'articolo 16 al quale si fa riferimento. Le parti sottolineate sono quelle modificate rispetto alla prima versione.</div><div><br /></div><div>I commenti li rimando a domani mattina.</div><div><br /></div><div><!--StartFragment-->

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana-Bold; font-size: 15px;">
<!--StartFragment-->

</span></p><p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">18.0.101</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">IL
RELATORE</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">Dopo
l'articolo, inserire il seguente:</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">«Articolo
18-</span><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">ter.</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">(Ordinamento
transitorio di Roma capitale ai sensi dell'articolo 114, terzo
comma, della Costituzione)</span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">1.
In sede di prima applicazione, fino all'attuazione della disciplina delle città
metropolitane, il presente articolo detta norme transitorie sull'ordinamento,
anche finanziario, di Roma capitale.</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">2.
Roma Capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del
comune di Roma e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e
finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione. L'ordinamento di Roma
Capitale è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è
chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle
rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti presso la
Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le
istituzioni internazionali.</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">3.
Oltre a quelle attualmente spettanti al Comune di Roma, sono attribuite a Roma
Capitale le seguenti funzioni amministrative:</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><u><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">a)
valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali previo
accordo con il Ministero per i beni e le attività culturali</span></u><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">;</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">b</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) difesa
dall'inquinamento; valutazione dell'impatto ambientale in collaborazione con il
Ministero competente e con la Regione Lazio;</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">c</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) sviluppo economico e
sociale di Roma Capitale con particolare riferimento al settore produttivo e
turistico;</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:
none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">d</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) sviluppo urbano e pianificazione
territoriale;</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">e</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) edilizia pubblica e
privata;</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">f</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) organizzazione e
funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto
pubblico ed alla mobilità;</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">g</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) protezione civile, in
collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Lazio;</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">h</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) ulteriori funzioni
conferite dallo Stato e dalla Regione Lazio, ai sensi dell'articolo 118,
secondo comma, della Costituzione.</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">4.
L'esercizio delle funzioni di cui al comma 3 è disciplinato con regolamenti
adottati dal Consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea
capitolina, nel rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari ed
internazionali, dei principi della legislazione statale e di quella regionale
nonché in conformità al principio di funzionalità rispetto alle speciali
attribuzioni di Roma Capitale. L'Assemblea capitolina, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 5, approva,
ai sensi dell'articolo 6, commi 2,  3 e 4, del testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, con particolare riguardo al decentramento municipale, lo statuto
di Roma Capitale che entra in vigore alla data della sua pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">5.
Con specifico decreto legislativo, adottato ai sensi dell'articolo 2, sentiti
la Regione Lazio, la provincia di Roma e il comune di Roma, è disciplinato
l'ordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma capitale, secondo i
seguenti principi e criteri direttivi:</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">a</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) specificazione delle
funzioni di cui al comma 3 e definizione delle modalità per il trasferimento a
Roma capitale delle relative risorse umane e dei mezzi;</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">b</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) fermo quanto stabilito
dalle disposizioni di legge per il finanziamento dei comuni, assegnazione di
ulteriori risorse a Roma Capitale tenendo conto delle specifiche esigenze di
finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della Repubblica, previa la loro
determinazione specifica, e delle funzioni di cui al comma 3.</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">6.
Il decreto legislativo di cui al comma 5 assicura i raccordi istituzionali, il
coordinamento e la collaborazione di Roma capitale con lo Stato, la Regione
Lazio e la Provincia di Roma, nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 3.</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">7.
Il decreto legislativo di cui al comma 5, con riguardo all'attuazione
dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabilisce i principi
generali per l'attribuzione alla città di Roma, capitale della Repubblica, di
un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi
specifici:</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">a</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) attribuzione a Roma
Capitale di un patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa
attribuite;</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">b</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) trasferimento, a titolo
gratuito, a Roma Capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non
più funzionali alle esigenze dell'Amministrazione centrale </span><u><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">in conformità a
quanto previsto dall'art. 16, comma 1, lettera d.</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></u></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;text-align:justify;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:
none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">8.
Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nel decreto legislativo
adottato ai sensi del comma 5, possono essere modificate, derogate od abrogate
solo espressamente. Per quanto non disposto dal presente articolo, continua ad
applicarsi a Roma Capitale quanto previsto con riferimento ai comuni dal testo
unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni.</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align:justify"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">9. A seguito dell'attuazione della disciplina
delle città metropolitane e a decorrere dall'istituzione della città
metropolitana di Roma Capitale, le disposizioni di cui al presente articolo si
intendono riferite alla città metropolitana di Roma Capitale.» </span></span></p><p class="MsoNormal" style="text-align:justify"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><br /></span></span></p>

<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;
margin-bottom:2.0pt;margin-left:2.0pt;text-align:center;mso-pagination:none;
mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">PATRIMONIO DI REGIONI ED ENTI LOCALI</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;
margin-bottom:2.0pt;margin-left:2.0pt;text-align:center;mso-pagination:none;
mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">Art. 16.</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" align="center" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;
margin-bottom:2.0pt;margin-left:2.0pt;text-align:center;mso-pagination:none;
mso-layout-grid-align:none;text-autospace:none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">(Patrimonio di comuni, province, Città
metropolitane e regioni)</span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:
none"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">1. I decreti
legislativi di cui all'articolo 2, con riguardo all'attuazione dell'articolo
119, sesto comma, della Costituzione, stabiliscono i princìpi generali per l'attribuzione
a comuni, province, Città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, nel
rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:</span><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><o:p></o:p></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:2.0pt;
margin-left:2.0pt;mso-pagination:none;mso-layout-grid-align:none;text-autospace:
none"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">a) </span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">attribuzione a titolo non
oneroso ad ogni livello di governo di distinte tipologie di beni, commisurate
alle dimensioni territoriali, alle capacità finanziarie ed alle competenze e
funzioni effettivamente svolte o esercitate dalle diverse regioni ed enti
locali;</span><o:p></o:p></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align:justify"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">b) </span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">attribuzione dei beni immobili sulla base del
criterio di territorialità; </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px; "><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';"><i></i></span></span></span></span></p><p class="MsoNormal" style="text-align:justify"><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px; "><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">c) </span></i></span><span style="font-size: 10pt; "><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">ricorso alla concertazione in sede di Conferenza
unificata, ai fini dell'attribuzione dei beni a comuni, province, Città
metropolitane e regioni; </span></span></span></span></p>

<p class="MsoNormal" style="text-align:justify"><span style="font-size: 10pt; "><i><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">d</span><u><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">) </span></u></i></span><span style="font-size: 10pt; "><u><span class="Apple-style-span" style="font-family: '-editor-proxy';">individuazione delle tipologie di beni
di rilevanza nazionale che non possono essere trasferiti, ivi compresi i beni
appartenenti al patrimonio culturale nazionale.</span><o:p></o:p></u></span></p>

<!--EndFragment-->


<p></p>

<!--EndFragment-->


</div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/01/non-vorrei-sembrasse-unossessi.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/01/non-vorrei-sembrasse-unossessi.html</guid>
            
            
            <pubDate>Thu, 22 Jan 2009 17:28:07 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Povero Mario...</title>
            <description><![CDATA[La notizia di oggi è che c'è stato un passo indietro. <div>Il Ministro Bondi annuncia che si è raggiunto un accordo sulla tutela dei beni culturali nazionali che, ci conforta il Ministro, rimarrà funzione unitaria in capo allo Stato. </div><div>La valorizzazione, al contrario, "<span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">può essere assegnata anche agli Enti Locali d'intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali</span>". </div><div>Il Ministro nella sua dichiarazione ci informa che si tratta di un risultato molto importante che fissa con chiarezza i compiti dello Stato. La parte divertente è che quei compiti erano stati ampiamente chiariti in passato (prima dalla Legge Bottai del 1939, poi dal Testo Unico del 1999, in seguito dalla riforma del Titolo V della Costituzione e successivamente dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e dalle successive modificazioni) ma erano poi stati ricondotti alla confusione a causa dell'emendamento al disegno di legge sul federalismo fiscale, approvato dalla maggioranza che sostiene il Governo di cui il Ministro fa parte. <div>La valorizzazione (dei beni dello Stato), come dicevamo, è trasferibile agli enti locali. E anche se al momento sembrerebbe che solo al Comune di Roma verrà delegata questa funzione, sono certa che in breve molti altri enti locali correranno a chiedere la loro parte (perché Roma si e Milano, o Firenze, o Siena o Venezia, no?). </div><div><br /></div><div>Appena un paio di mesi fa la polemica è dilagata a proposito della nomina di un supermanager / direttore generale incaricato di valorizzare i musei statali. </div><div>Ecco: io ho l'impressione che ci sia qualcosa che non funziona. </div><div>Il Ministro (e il suo Governo e la sua maggioranza) infatti, contemporaneamente, ci dice che la valorizzazione può diventare funzione amministrativa degli enti locali e nomina un direttore generale per la valorizzazione dei musei statali.</div><div>Delle due l'una. O il Ministro non contempla tra i beni culturali dello Stato anche i musei, oppure Mario Resca si deve cercare in fretta un altro lavoro. <br /><div><br /></div></div></div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/01/povero-mario.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/01/povero-mario.html</guid>
            
            
            <pubDate>Fri, 16 Jan 2009 11:58:00 +0100</pubDate>
        </item>
        
        <item>
            <title>Emendamenti inquietanti...</title>
            <description><![CDATA[Grazie alla segnalazione di un'archeologa ho rintracciato questo emendamento presentato ieri sera dal relatore del DDL sul federalismo fiscale che prevede, di fatto, il trasferimento delle funzioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale a Roma unitamente al patrimonio connesso...<div>Diciamo ciao ciao all'unitarietà della tutela.

<p><br /></p><p><b>Emendamento presentato il 13 gennaio 2009.</b></p>


<p><b>18.0.101</b></p>

<p><b>IL RELATORE</b></p>

<p><i>Dopo
l'articolo, inserire il seguente:</i></p>

<p>"Articolo
18-<i>ter</i>" <br /><i>(Ordinamento
transitorio di Roma capitale ai sensi dell'articolo 114, terzo comma, della
Costituzione)</i></p>

<p>1.
In sede di prima applicazione, fino all'attuazione della disciplina delle città
metropolitane, il presente articolo detta norme transitorie sull'ordinamento,
anche finanziario, di Roma capitale.</p>

<p>2.
Roma Capitale è un ente territoriale, i cui attuali confini sono quelli del
comune di Roma e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e
finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione. L'ordinamento di Roma
Capitale è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è
chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle
rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti presso la
Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le
istituzioni internazionali.</p>

<p>3.
Oltre a quelle attualmente spettanti al Comune di Roma, sono attribuite a Roma
Capitale le seguenti funzioni amministrative:</p>

<p><span style="background: yellow none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">tutela e valorizzazione dei beni
storici, artistici, ambientali e fluviali;</span></p>

<p>difesa
dall'inquinamento; valutazione dell'impatto ambientale in collaborazione con il
Ministero competente e con la Regione Lazio;</p>

<p>sviluppo
economico e sociale di Roma Capitale con particolare riferimento al settore
produttivo e turistico;</p>

<p>sviluppo urbano e pianificazione territoriale;</p>

<p>edilizia pubblica e privata;</p>

<p>organizzazione
e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto
pubblico ed alla mobilità;</p>

<p>protezione
civile, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei ministri e la
Regione Lazio;</p>

<p>ulteriori
funzioni conferite dallo Stato e dalla Regione Lazio, ai sensi dell'articolo
118, secondo comma, della Costituzione.</p>

<p>4.
L'esercizio delle funzioni di cui al comma 3 è disciplinato con regolamenti
adottati dal Consiglio comunale, che assume la denominazione di Assemblea
capitolina, nel rispetto della Costituzione, dei vincoli comunitari ed
internazionali, dei principi della legislazione statale e di quella regionale
nonché in conformità al principio di funzionalità rispetto alle speciali
attribuzioni di Roma Capitale. L'Assemblea capitolina, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 5, approva,
ai sensi dell'articolo 6, commi 2,&nbsp; 3 e 4, del testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, con particolare riguardo al decentramento municipale, lo statuto
di Roma Capitale che entra in vigore alla data della sua pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.</p>

<p>5.
Con specifico decreto legislativo, adottato ai sensi dell'articolo 2, sentiti
la Regione Lazio, la provincia di Roma e il comune di Roma, è disciplinato
l'ordinamento transitorio, anche finanziario, di Roma capitale, secondo i
seguenti principi e criteri direttivi:</p>

<p>specificazione
delle funzioni di cui al comma 3 e definizione delle modalità per il
trasferimento a Roma capitale delle relative risorse umane e dei mezzi;</p>

<p>fermo
quanto stabilito dalle disposizioni di legge per il finanziamento dei comuni,
assegnazione di ulteriori risorse a Roma Capitale tenendo conto delle
specifiche esigenze di finanziamento derivanti dal ruolo di capitale della
Repubblica, previa la loro determinazione specifica, e delle funzioni di cui al
comma 3.</p>

<p>6.
Il decreto legislativo di cui al comma 5 assicura i raccordi istituzionali, il
coordinamento e la collaborazione di Roma capitale con lo Stato, la Regione
Lazio e la Provincia di Roma, nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 3.</p>

<p>7.
Il decreto legislativo di cui al comma 5, con riguardo all'attuazione
dell'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, stabilisce i principi
generali per l'attribuzione alla città di Roma, capitale della Repubblica, di
un proprio patrimonio, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi
specifici:</p>

<p><span style="background: yellow none repeat scroll 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">attribuzione a Roma Capitale di un
patrimonio commisurato alle funzioni e competenze ad essa attribuite;</span></p>

<p>trasferimento, a titolo gratuito, a
Roma Capitale dei beni appartenenti al patrimonio dello Stato non più
funzionali alle esigenze dell'Amministrazione centrale.</p>

<p>8.
Le disposizioni di cui al presente articolo e quelle contenute nel decreto
legislativo adottato ai sensi del comma 5, possono essere modificate, derogate
od abrogate solo espressamente. Per quanto non disposto dal presente articolo,
continua ad applicarsi a Roma Capitale quanto previsto con riferimento ai
comuni dal testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni.</p>

<p>9. A seguito dell'attuazione della disciplina delle
città metropolitane e a decorrere dall'istituzione della città metropolitana di
Roma Capitale, le disposizioni di cui al presente articolo si intendono
riferite alla città metropolitana di Roma Capitale."</p>
</div>]]></description>
            <link>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/01/emendamenti-inquietanti.html</link>
            <guid>http://ritaborioni.italianieuropei.it/2009/01/emendamenti-inquietanti.html</guid>
            
            
            <pubDate>Wed, 14 Jan 2009 10:59:07 +0100</pubDate>
        </item>
        
    </channel>
</rss>
